I diritti reali sono quei diritti aventi per oggetto una cosa (dal latino “res”). I diritti reali si dividono in il diritto di proprietà, il più importante, e i diritti reali minori, divisi a loro volta in diritti reali di garanzia e diritti reali di godimento.

  • La proprietà è il diritto di un soggetto che può godere e disporre liberamente, in modo pieno ed esclusivo, di un dato bene. La proprietà immobiliare ha per oggetto, appunto, beni immobili (distinta in proprietà edilizia e proprietà agraria). La proprietà può essere acquistata a titolo derivativo (quando la proprietà arriva al nuovo proprietario direttamente dal precedente) oppure originario (tramite occupazione, usucapione, principio possesso, ecc.).
  • Il possesso è definito come un potere di fatto sulla cosa e si divide in possesso pieno e minore. Il possesso si acquista a titolo originario e a titolo derivativo. La tutela giudiziale consiste nell’azione – anche violenta – per reintegrare il possessore della pienezza del diritto, o nell’azione di manutenzione, che spetta al possessore di un immobile che abbia subito molestie e va iniziata entro l’anno dalla turbativa.
  • L’usucapione è un modo d’acquisto, a titolo originario, di diritto reale. Quindi è necessario che un soggetto possegga un bene, di cui non è proprietario, per un determinato lasso di tempo e in modo pacifico, continuo e non equivoco (il non uso da parte di quel soggetto e il possesso da parte di un altro fa perdere la proprietà).
    Un bene privato può essere espropriato per interesse pubblico, anche quando la pubblica amministrazione lo impone nonostante il volere contrario del proprietario (per interesse generale e salvo indennizzo). Quando il proprietario vede leso o in qualche modo minacciato il proprio diritto di proprietà può recarsi innanzi al giudice.
  • I diritti reali minori si dividono a loro volta in diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, servitù prediali, superficie, enfiteusi) e diritti reali di garanzia (pegno, ipoteca).
  • L’usufrutto è il diritto reale temporaneo di utilizzare qualcosa che è di proprietà altrui, anche percependone i frutti. Il titolare del diritto si chiama usufruttuario, l’altro nudo proprietario. Il diritto dell’usufruttuario può essere costituito per legge, per contratto, per testamento, per usucapione. L’usufruttuario, però, oltre al diritto di possesso ha l’obbligo di mantenere intatta la destinazione del bene, pagare gli oneri annuali, usare la diligenza del buon padre di famiglia.
  • La servitù è la limitazione posta al godimento del fondo servente per l’utilità durevole del fondo dominante, appartenente ad un proprietario diverso. Può essere coattiva (legale) e volontaria (costituita per contratto, testamento, destinazione del padre di famiglia, usucapione). La servitù si estingue per confusione (quando i due proprietari diventano lo stesso), per non uso ventennale, per espropriazione, per contratto o infine per rinuncia.
  • Il diritto di superficie è il diritto di una persona a fare e mantenere sul suolo altrui (o sotto) una costruzione. Si costituisce per contratto, per testamento o per usucapione e si estingue per scadenza dei termini, per consolidazione, per non uso ventennale, per rinunzia del superficiario.
  • L’enfiteusi è il diritto di utilizzare un fondo altrui, percependone i frutti, con l’obbligo di migliorarlo e di pagare prestazioni annue di denaro o in natura (può essere perpetuo o temporaneo).
  • La comunione è la titolarità in capo a due o più soggetti di un diritto reale su un certo bene (ad esempio la comproprietà). La cosa deve essere amministrata secondo le norme che le parti hanno previsto. La divisione consiste nell’attribuire a ciascun partecipante un diritto individuale in sostituzione della quota.